Le misure attivate negli ultimi mesi a diversi livelli hanno offerto alle aziende agricole alcuni strumenti per affrontare l’aumento dei costi di produzione e l’instabilità dei mercati, ma la loro efficacia sarebbe ridotta da vincoli e scadenze ravvicinate. È la valutazione espressa da Confagricoltura Piacenza, che descrive la situazione del comparto come una condizione di policrisi, determinata dalla sovrapposizione di fattori climatici, energetici, geopolitici e normativi.
L’organizzazione ha manifestato apprezzamento per gli anticipi Pac e per gli sgravi sul costo del gasolio introdotti per sostenere le imprese colpite dalla siccità. Allo stesso tempo, però, segnala il rischio che alcuni interventi risultino parzialmente o completamente inutilizzabili a causa delle modalità e dei tempi con cui diventano operativi. Il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra, cita come casi esemplari la Transizione 5.0 e il credito d’imposta sul gasolio agricolo.
I vincoli della Transizione 5.0
Per una parte delle imprese che hanno presentato domanda per i benefici della Transizione 5.0, indicate come imprese esodate, la finestra per utilizzare il credito sarebbe particolarmente ridotta. Il beneficio può essere impiegato in un’unica soluzione a partire da cinque giorni dalla comunicazione del credito utilizzabile e deve essere esaurito entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di trasferire l’utilizzo agli esercizi successivi.
Secondo Gorra, questa impostazione costringe le aziende ad assorbire in compensazione, in pochi mesi, un credito maturato per investimenti già realizzati. Il risultato, sostiene l’associazione, è che una parte del beneficio potrebbe rimanere inutilizzata. Una criticità analoga viene rilevata per il credito destinato al gasolio agricolo.
Il credito per il gasolio
L’agevolazione è riconosciuta, in teoria, fino al 20 per cento della spesa sostenuta per il gasolio agricolo acquistato nel periodo compreso tra marzo e maggio 2026, al netto dell’Iva, con un limite massimo di 50mila euro per impresa. Le richieste devono essere presentate entro il 30 settembre e il credito dovrebbe risultare disponibile a novembre, per essere utilizzato entro la fine del 2026.
Confagricoltura Piacenza osserva che la scadenza ravvicinata potrebbe ridurre l’effettivo impiego delle risorse. Inoltre, se l’ammontare complessivo delle richieste supererà il plafond disponibile, eventualità ritenuta probabile dall’organizzazione, l’aliquota del 20 per cento sarà ridotta proporzionalmente per tutti i potenziali beneficiari.
Per il presidente dell’associazione, il quadro restituisce l’immagine di una coperta corta: strumenti e risorse rilevanti sul piano teorico, ma ridimensionati dalle modalità applicative. L’invito rivolto alla politica è di rendere pienamente utilizzabili gli interventi annunciati, anche attraverso il rinvio dei termini per la compensazione. Le aziende agricole, conclude Gorra, devono fare i conti con minori entrate e costi più elevati, dal gasolio, il cui prezzo sarebbe triplicato nell’arco di tre campagne, ai fertilizzanti. Da qui la richiesta di un quadro temporaneo di aiuti per affrontare le difficoltà finanziarie e il timore che alcune attività non riescano a superare la congiuntura.