Si chiude con un bilancio economico negativo la vendemmia nel territorio di Piacenza. Dopo le quotazioni poco soddisfacenti registrate per le uve bianche, anche le sedute della commissione prezzi della Camera di Commercio dell’Emilia dedicate alle varietà a bacca nera hanno confermato una situazione difficile per i produttori. I valori massimi di Gutturnio e Barbera sono diminuiti di circa 5 euro al quintale rispetto allo scorso anno. La Bonarda, invece, ha mantenuto le quotazioni precedenti.
Secondo Coldiretti Piacenza, il quadro evidenzia una criticità che non riguarda soltanto l’annata appena conclusa, ma si inserisce in una difficoltà ormai strutturale. I prezzi riconosciuti all’origine, infatti, faticano a coprire i costi sostenuti dalle imprese per la gestione dei vigneti, la manodopera, gli investimenti e le conseguenze delle condizioni climatiche. Il risultato è una riduzione della redditività aziendale, nonostante una qualità delle uve giudicata elevata.
Costi elevati e rischio di nuovi espianti
Il direttore di Coldiretti Piacenza, Roberto Gallizioli, ha sottolineato che il mercato non sta remunerando adeguatamente il lavoro e i sacrifici dei viticoltori. A pesare sono anche le spese legate alla siccità, alle grandinate e alla gestione ordinaria delle coltivazioni. Per l’organizzazione agricola, la mancata valorizzazione delle uve lungo la filiera rischia di spingere alcune aziende verso nuovi espianti e di rendere meno attrattivo il settore per le nuove generazioni.
La stagione produttiva è stata segnata da diversi elementi di difficoltà. Il caldo record ha anticipato i tempi di maturazione e ha costretto molte aziende ad avviare la raccolta prima del previsto. A fine agosto, inoltre, una grandine ha colpito alcune aree circoscritte della provincia, in particolare la Val d’Arda, danneggiando soprattutto le varietà rosse. Le condizioni dell’annata si sono quindi sommate a un andamento dei prezzi già ritenuto insufficiente.
Superfici in diminuzione
Dario Panelli, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Piacenza, ha richiamato anche l’andamento delle superfici coltivate. Oggi la provincia conta quasi 5.000 ettari di vigneto, mentre dieci anni fa erano circa 5.500. La riduzione viene indicata come il segnale di una progressiva erosione di un patrimonio agricolo legato alla storia del territorio, alla produzione enologica e alla cura delle colline.
Per le uve bianche, Ortrugo e Malvasia si sono fermate su valori compresi tra 40 e 55 euro al quintale, a seconda dei minimi e dei massimi registrati nelle diverse vallate. Sul fronte dei rossi, il calo dei valori massimi di Gutturnio e Barbera ha aggravato il quadro complessivo, mentre la Bonarda ha mostrato una maggiore stabilità.
Coldiretti Piacenza chiede una maggiore coesione tra i soggetti della filiera per riconoscere alle uve un prezzo considerato equo all’origine. L’organizzazione collega la tenuta della viticoltura anche alla salvaguardia del paesaggio e allo sviluppo dell’enoturismo, ritenuto una risorsa per l’economia provinciale. Tra le criticità indicate rientrano inoltre le dinamiche dei mercati internazionali, le imitazioni e la percezione negativa del vino assimilato ai superalcolici. L’obiettivo indicato è difendere la produzione locale e garantire prospettive più solide alle imprese vitivinicole del territorio.