Tre uomini, due cittadini albanesi e un cittadino marocchino di 37, 39 e 41 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri con l’accusa di furto in abitazione in concorso. L’operazione si è svolta il 25 settembre a Castel San Giovanni, nel Piacentino, al termine di un’attività investigativa avviata dopo alcune segnalazioni su movimenti sospetti durante la notte. Gli indagati, tutti regolari in Italia tranne uno, sono stati inoltre denunciati per ricettazione e possesso di arnesi atti allo scasso.
L’indagine è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bobbio, con il supporto della Stazione di Rivergaro. I carabinieri avevano iniziato a monitorare gli spostamenti dei tre tra il territorio piacentino e quello pavese. Nella tarda serata del 24 settembre, il gruppo è stato seguito durante un viaggio in autostrada. Poco prima di mezzanotte, nei pressi della località Bosco Tosca, uno degli uomini avrebbe nascosto uno zaino nella boscaglia.
Gli attrezzi e la refurtiva
All’interno dello zaino, poi recuperato e sequestrato, sono stati trovati diversi strumenti ritenuti compatibili con i furti: un piede di porco, cacciaviti, torce, guanti e un trapano manuale. I militari hanno seguito i tre fino all’appartamento di Castel San Giovanni. Due uomini sono stati fermati davanti al portone, mentre il conducente dell’auto è stato bloccato poco dopo in una pizzeria della zona.
Durante il controllo, i due fermati all’ingresso avevano con sé gioielli, orologi e denaro, anche in valuta estera, nascosti in marsupi e in una federa. Le perquisizioni nelle abitazioni hanno portato al ritrovamento di altri monili e orologi, alcuni occultati in un pacchetto di sigarette e altri nella spazzatura. Grazie allo scambio di informazioni tra i reparti dell’Arma delle province vicine, i preziosi sono stati collegati a un furto avvenuto la stessa sera a Barbariga, nel Bresciano. Tra gli oggetti riconosciuti dalla vittima c’era un anello in oro giallo con il numero 13 inciso con pietre nere.
La pistola e la droga
Gli accertamenti sono proseguiti dopo il ritrovamento di alcune chiavi in possesso del gruppo. Una di queste avrebbe aperto il lucchetto di una cantina, dove i carabinieri hanno trovato, dentro un marsupio, una pistola semiautomatica con 15 cartucce. L’arma è risultata rubata la notte precedente in un’abitazione di Roncaro, nel Pavese.
In un’abitazione in ristrutturazione a San Zenone al Po, nella disponibilità dell’autista, i militari hanno inoltre sequestrato quasi mezzo chilo di cocaina, suddivisa in sette confezioni, sei delle quali termosaldate sottovuoto e nascoste tra alcuni secchi di vernice. Al 39enne è stata contestata anche la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Su disposizione della Procura, i tre sono stati portati alle Novate. L’analisi delle immagini delle telecamere presenti nelle zone interessate ha consentito agli investigatori di collegare gli indagati ad altri cinque furti in abitazione: due a Barbariga e tre a Roncaro. Secondo quanto ricostruito, alcuni colpi sarebbero stati messi a segno mentre i proprietari dormivano, una circostanza che può aumentare il rischio di conseguenze più gravi.