Il rapporto tra il costo delle abitazioni e i redditi resta ragionevole, ma non facile a Piacenza. È questa la sintesi tracciata da Carlo Giordano, cofondatore del portale Immobiliare.it, intervenuto a margine dell’appuntamento dell’Osservatorio Fiaip locale dedicato all’andamento di compravendite e locazioni nel territorio piacentino. L’incontro si è svolto venerdì 2 ottobre a Palazzo Galli e ha offerto un quadro sulle dinamiche che interessano chi cerca, vende o acquista casa in provincia.
Secondo Giordano, Piacenza rientra tra i cosiddetti capoluoghi secondari, realtà che rappresentano in modo significativo l’andamento del mercato italiano. A differenza di città come Milano, Firenze e Bologna, che hanno registrato risalite più rapide, questi centri hanno attraversato espansione e crisi seguendo tempi propri. Dopo la pandemia, ha spiegato, il legame degli italiani con la casa si è rafforzato: l’abitazione è tornata a essere percepita come un punto di riferimento e una forma di sicurezza.
La maggiore centralità della casa ha però avuto anche un effetto sull’accessibilità. A Piacenza, nell’arco di tre anni, i valori sono aumentati del 24 per cento. Per chi possiede già un immobile questo rappresenta una rivalutazione, mentre per chi deve ancora acquistare la crescita dei prezzi costituisce una barriera più alta. Anche una giovane coppia residente in città, ha osservato Giordano, può incontrare difficoltà nel sostenere l’acquisto, nonostante il rapporto tra reddito e costo delle abitazioni resti meno critico rispetto ad altri centri.
Il divario tra domanda e offerta
Un altro elemento di trasformazione riguarda la richiesta di abitazioni più moderne ed efficienti. L’attenzione verso le cosiddette case green ha spinto molti acquirenti a orientarsi verso immobili di classe energetica migliore, ma gran parte del patrimonio italiano è stato costruito negli anni Sessanta e Settanta e risulta oggi obsoleto. Ne deriva un disallineamento tra una domanda in crescita e un’offerta limitata, con conseguenze sui prezzi.
Il costo delle nuove costruzioni è aumentato e il numero di abitazioni realizzate resta ridotto. In Italia si contano circa 60mila nuovi appartamenti all’anno; a Piacenza la quota non raggiunge il centinaio, su un totale nazionale di circa 767mila compravendite. Per Giordano, questa produzione non è sufficiente a rispondere alla domanda abitativa. Servirebbero invece interventi per riqualificare il patrimonio esistente, mentre il Superbonus 110, citato durante l’incontro, non avrebbe prodotto una soluzione efficace al problema.
Infrangibile supera il centro
L’analisi per zone della città evidenzia inoltre un cambiamento nelle preferenze degli acquirenti. Il quartiere indicato come più promettente non è il centro storico, ma Infrangibile, apprezzato per la presenza di maggiore verde, per le soluzioni abitative disponibili e per la vicinanza ai servizi centrali. Il centro ha attraversato fasi di abbandono e successiva riqualificazione, ma presenta ancora alcuni limiti legati alla struttura degli edifici, all’accessibilità e alla distribuzione degli spazi interni.
La domanda si sta quindi spostando verso le aree prossime al centro, dove è possibile trovare abitazioni più recenti, spazi verdi e immobili eventualmente frazionabili. Restano invece più deboli le zone con un patrimonio edilizio maggiormente segnato dal tempo. Giordano ha richiamato anche il tema dell’integrazione tra quartieri, sostenendo che l’amministrazione comunale dovrebbe promuovere percorsi di collegamento e inclusione, anche attraverso la mobilità.
Per chi acquista, la posizione resta il fattore principale da valutare. La scelta di una casa concentra i risparmi accumulati o impegna il reddito per molti anni; per questo, oltre alle caratteristiche dell’immobile, conta il possibile andamento futuro della zona. Dopo l’aumento delle richieste per la provincia e per le abitazioni dotate di spazi esterni registrato nel periodo successivo al Covid, l’interesse sembra tornare verso Piacenza città, grazie ai servizi e alla riduzione degli spostamenti quotidiani legati soprattutto alla gestione dei figli.