Ambiente

Cava di Lusurasco, il Pd chiede chiarezza sulla variante

Progetto Ampliamento Palazzo: traffico, polveri, rumore e acque tra gli aspetti da esaminare

Cava di Lusurasco, il Pd chiede chiarezza sulla variante

Il Partito democratico dei circoli di Fiorenzuola, Cadeo e Alseno chiede all’amministrazione comunale di esaminare con attenzione il progetto di ampliamento della cava di Lusurasco, nel territorio di Alseno. Al centro della presa di posizione c’è la possibilità che il frantoio collegato all’attività estrattiva possa trattare anche materiali provenienti dall’esterno del sito.

Il progetto, denominato Ampliamento Palazzo, è stato presentato da una ditta privata nell’ambito di una richiesta di valutazione di impatto ambientale depositata il 3 luglio. Secondo il Pd, occorre chiarire se l’impianto sarà destinato esclusivamente alla lavorazione dei materiali estratti nella cava oppure se potrà ricevere anche rifiuti derivanti da demolizioni, costruzioni e scavi provenienti da altri luoghi.

Il nodo della possibile variante

La differenza, sostiene il partito, avrebbe conseguenze sul piano autorizzativo. Qualora il frantoio fosse utilizzato per materiali esterni alla cava, potrebbe essere necessaria una variante al piano delle attività estrattive. In questo scenario, il Comune di Alseno avrebbe un ruolo decisivo nella definizione della propria posizione e nella valutazione delle condizioni da inserire negli eventuali provvedimenti.

Il Pd chiede che, prima di assumere decisioni, siano analizzati gli effetti dell’attività sul contesto locale. Tra gli aspetti indicati figurano l’eventuale aumento del traffico dei mezzi pesanti sulle strade della zona, la produzione di polveri e le ricadute sulla qualità dell’aria, oltre a rumore, vibrazioni e tutela delle acque e del suolo.

Nel documento si precisa che tali conseguenze non vengono date per certe. La richiesta è però di valutarle in modo puntuale, considerando che l’intensità e la durata delle lavorazioni potrebbero crescere se il frantoio non fosse più alimentato soltanto dai materiali estratti direttamente nel sito. Per questo il partito sollecita la pubblicazione di informazioni su tipologie e quantitativi dei materiali, flussi di traffico, orari di attività e sistemi di controllo.

Il precedente di San Protaso

Il comunicato richiama anche l’esperienza dell’attività di San Protaso, associata alla stessa impresa. Secondo quanto riferito dal Pd sulla base delle segnalazioni dei residenti, in quel contesto si sarebbero verificati problemi e disagi e i controlli sarebbero scattati soltanto dopo le iniziative dei cittadini. Il partito chiede quindi che anche tale esperienza venga considerata nell’esame di nuove autorizzazioni o di eventuali modifiche alle attività già esistenti.

L’appello finale è rivolto direttamente al Comune di Alseno, chiamato a chiarire se la variante al piano delle attività estrattive sia stata richiesta, quale sia l’orientamento dell’amministrazione e quali garanzie si intendano prevedere per i residenti. Il Pd invoca trasparenza e responsabilità nelle decisioni, sostenendo che la tutela del territorio debba precedere gli interessi privati.