Memoria bellica

A Piacenza torna sul Bastione Corneliana il Monumento al Fante

La scultura del 1926, dedicata ai militari scomparsi nella Grande Guerra, è stata illustrata durante la cerimonia pubblica.

A Piacenza torna sul Bastione Corneliana il Monumento al Fante

Nella mattinata di venerdì 6 novembre è stata presentata alla cittadinanza la nuova collocazione del Monumento al Fante, opera realizzata da Francesco Riccardo Monti per ricordare i caduti del 65° Reggimento Fanteria nella Prima guerra mondiale. La scultura è stata posizionata sul Bastione Corneliana, nell’area del Pubblico Passeggio, dove resterà visibile alla collettività.

La cerimonia si è aperta con l’intervento del giornalista Ippolito Negri, che ha ripercorso la storia dell’opera e il significato dei monumenti sorti in Italia dopo il conflitto. Il progetto nacque nel 1921 su iniziativa del comandante del 65° Reggimento Fanteria, allora di stanza a Piacenza. Finanziato con i contributi dei soldati di leva, il monumento fu affidato a Monti nel 1924 e inaugurato il 25 luglio 1926.

La storia dell’opera

Negri ha sottolineato il contrasto tra le due figure che compongono la scultura: il fante in piedi con la bandiera e il soldato morente. Un’impostazione che, nel clima politico degli anni Venti, si discostava dalla celebrazione prevalente della vittoria e conservava un forte valore commemorativo. La lettura contemporanea dell’opera, ha osservato il giornalista, può essere collegata soprattutto al sacrificio dei militari e all’appello per la pace.

Francesco Riccardo Monti, nato nel 1888, proveniva da una famiglia di scalpellini e aveva studiato all’Accademia di Brera. Arruolato nel 1915, partecipò alla guerra e rimase ferito. Dopo la convalescenza trascorsa a Piacenza, avviò una carriera artistica che lo portò a realizzare monumenti nel territorio cremonese e piacentino e a esporre anche all’estero. Nel 1930 si trasferì nelle Filippine, dove continuò a lavorare e ricoprì incarichi accademici. Morì nel 1958 in seguito a un incidente.

La nuova collocazione

La sindaca Katia Tarasconi ha spiegato che il trasferimento sul Bastione Corneliana restituisce l’opera allo sguardo della collettività e la integra in uno spazio pubblico recentemente interessato da interventi di riqualificazione. La statua era custodita a Palazzo Scotti da Sarmato, l’ex Caserma De Sonnaz, e la sua ricollocazione è stata accompagnata da lavori di smontaggio, restauro e posa eseguiti da tecnici abilitati nel settore dei beni culturali.

L’opera è stata donata alla città dalla società Immobiliare Santa Caterina Srl. Alle attività hanno contribuito la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, imprese, professionisti e restauratrici. Secondo quanto riferito dalla sindaca, le operazioni non hanno comportato oneri finanziari diretti per il Comune, che d’ora in avanti provvederà alla manutenzione del monumento.

Alla cerimonia erano presenti anche rappresentanti della famiglia dell’artista e componenti del Comitato del Fante, delle associazioni Combattenti e Reduci e Unuci, oltre a esponenti del II Reggimento del Genio Pontieri. A pochi passi dalla scultura è stata collocata una targa con l’articolo 11 della Costituzione, dedicato al ripudio della guerra. Il monumento, dedicato ai militari del 65° Reggimento Fanteria caduti nel primo conflitto mondiale, viene così proposto come monito contro la brutalità della guerra e come richiamo alla pace.