In tribunale

Processo per la presunta molestia a una sedicenne sul bus

La passeggera ha riconosciuto l’imputato, ma la difesa contesta l’identificazione fotografica

Processo per la presunta molestia a una sedicenne sul bus

È proseguito davanti al collegio di tre giudici il processo a carico di un 50enne nigeriano, senza fissa dimora, accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 16 anni. L’episodio sarebbe avvenuto a bordo di una corriera diretta da Piacenza verso un paese della provincia.

Il racconto della giovane

La presunta vittima, oggi 19enne, ha ricostruito l’accaduto rispondendo alle domande della pm Ornella Chicca e delle giudici. Quel giorno, ha spiegato, era salita al Cheope insieme a un’amica per rientrare a casa dopo la scuola. Inizialmente le due ragazze si erano sistemate nell’ultima fila, poi la giovane si era spostata più avanti, avvicinandosi all’uscita in vista della fermata.

Secondo la testimonianza, mentre era seduta e aveva lo zaino con sé, la ragazza avrebbe sentito una mano infilarsi nello spazio tra i sedili e toccarle il sedere e la schiena. Si sarebbe alzata immediatamente, accorgendosi che sul sedile posteriore c’era un uomo che, a suo dire, la guardava e sorrideva. La giovane sarebbe quindi scesa dal mezzo alla fermata prevista.

Una volta rientrata a casa, la 19enne ha raccontato quanto accaduto alla nonna e alla zia, dicendo di essere disperata e di aver pianto. Ha inoltre riferito di aver riconosciuto nell’uomo una persona già vista nei pressi di un supermercato della zona, dove sarebbe solito chiedere l’elemosina. Insieme alla zia, sarebbe poi andata a cercarlo nelle vicinanze del market per verificare l’identità della persona notata sul bus.

Il riconoscimento contestato

La giovane ha successivamente riconosciuto l’imputato durante la visione di alcune fotografie, indicando la sua immagine senza esitazioni. La zia, ascoltata come testimone poco dopo, avrebbe però indicato una fotografia diversa. Un elemento sul quale la difesa, rappresentata dall’avvocata Marianna Lauria, ha concentrato le proprie contestazioni.

Secondo la legale dell’uomo, il riconoscimento non sarebbe stato sufficientemente chiaro e non consentirebbe di superare il ragionevole dubbio. Il procedimento è stato quindi rinviato a una nuova udienza. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del processo e l’imputato resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.