Il nuovo servizio di trasporto pubblico destinato ai lavoratori del polo logistico di Le Mose viene indicato come un primo passo, ma non sufficiente per affrontare l’intera questione della mobilità casa-lavoro nel Piacentino. A porre il tema è Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e una richiesta di accesso agli atti.
La sperimentazione attivata a Le Mose nasce dall’analisi delle esigenze dei lavoratori e prevede collegamenti maggiormente compatibili con l’organizzazione del lavoro su turni. Secondo Tagliaferri, l’efficacia del servizio dipende soprattutto dalla capacità di far coincidere gli orari degli autobus con quelli di ingresso e uscita dagli stabilimenti. L’obiettivo è rendere il trasporto pubblico concretamente utilizzabile da chi opera nella logistica, evitando collegamenti non adeguati ai tempi reali del lavoro.
La richiesta alla Regione
Per il consigliere regionale, il tema non riguarda soltanto Le Mose. La provincia di Piacenza presenta infatti una presenza logistica diffusa e articolata, con realtà produttive e distributive organizzate secondo turnazioni differenti. Da qui la richiesta alla Regione Emilia-Romagna di valutare una programmazione coordinata della mobilità nei principali poli logistici del territorio.
Nell’interrogazione, Tagliaferri chiede alla Giunta regionale quali iniziative intenda assumere per favorire il coordinamento tra trasporto pubblico, esigenze delle imprese e organizzazione dei turni. Viene inoltre domandato se le esperienze maturate attraverso le sperimentazioni territoriali possano diventare la base per individuare soluzioni adattabili alle diverse aree della provincia.
Dati e valutazione della sperimentazione
Con la contestuale richiesta di accesso agli atti, il consigliere intende acquisire dati, studi e documenti in possesso della Regione sulla mobilità dei lavoratori e sulla programmazione dei collegamenti nei poli logistici piacentini. La richiesta comprende anche le interlocuzioni istituzionali relative all’organizzazione dei servizi e alle necessità emerse nei diversi insediamenti.
Tagliaferri sostiene che il servizio appena avviato non debba essere giudicato prima di averne verificato il funzionamento. La valutazione, a suo avviso, dovrà avvenire dopo un periodo di attività, attraverso l’analisi dei risultati e dell’effettivo utilizzo da parte dei lavoratori. L’esperienza di Le Mose viene quindi considerata un possibile punto di partenza per una riflessione più ampia, senza dare per scontata l’estensione automatica dello stesso modello.
La questione posta alla Regione riguarda infine la possibilità di trasformare, dove le condizioni lo permettano, una soluzione sperimentata a Piacenza in una buona pratica per altri poli logistici del territorio. La verifica dovrà tenere conto delle caratteristiche dei singoli insediamenti, degli orari di lavoro e della domanda effettiva di trasporto.