La ricandidatura della sindaca uscente Katya Tarasconi è al centro di una riflessione critica sul futuro del centrosinistra a Piacenza. Nel testo firmato da Marco Mazzoli viene messa in discussione la capacità della prima cittadina di rappresentare il cosiddetto campo largo alle prossime elezioni comunali, previste nel 2027.
L’autore sostiene che Tarasconi non goda di particolare popolarità in una parte della cittadinanza e richiama alcune delle scelte contestate alla sua amministrazione. Tra queste vengono citati l’abbattimento dei platani secolari di piazza Cittadella, nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana, l’aumento del consumo di suolo legato all’insediamento di grandi catene commerciali e la gestione dei rifiuti. Si tratta di valutazioni espresse dall’autore, che le presenta come elementi alla base del consenso limitato raccolto dalla sindaca in alcuni ambienti cittadini.
Il rapporto con Alternativa per Piacenza
Un passaggio centrale riguarda i rapporti con Alternativa per Piacenza, formazione locale di centrosinistra che, secondo il testo, ha ottenuto il 10 per cento alle ultime elezioni comunali. Mazzoli ricorda che il rapporto tra la sindaca e questa realtà non si sarebbe consolidato e cita la definizione di suicidio attribuita a Tarasconi in riferimento a una possibile alleanza con ApP.
Il contributo ricostruisce quindi il percorso avviato prima delle precedenti elezioni, quando i partiti progressisti avevano dato vita ad Alternativa per Piacenza come laboratorio di proposte e partecipazione. Secondo l’autore, il Pd locale avrebbe interrotto unilateralmente quel percorso, avanzando la candidatura di Tarasconi, poi eletta anche con il sostegno di una lista civica. Nel testo si osserva inoltre che in quella lista sarebbero state candidate anche persone dichiaratamente di destra, circostanza ritenuta incoerente con gli appelli all’unità contro la destra.
Le tensioni nella dirigenza politica
La critica si estende alla dirigenza locale di Sinistra Italiana, accusata di avere stigmatizzato in più occasioni le posizioni interne contrarie alla sindaca e alla sua ricandidatura. Mazzoli richiama in particolare le dimissioni dell’ex segretario provinciale Rizzitiello, presentate dopo la pubblicazione di un suo articolo critico nei confronti di Tarasconi.
Il nodo, secondo l’autore, riguarda il processo attraverso cui sarebbe emersa la candidatura e il livello di partecipazione democratica garantito alle diverse componenti del centrosinistra. La dirigenza locale del Pd e di Sinistra Italiana, sostiene il testo, si assumerebbe una responsabilità rilevante in vista del voto. Le conseguenze politiche, conclude Mazzoli, potranno essere valutate dopo le elezioni comunali del 2027, soprattutto nel caso di un risultato considerato deludente.