Critica istituzionale

A Piacenza scontro sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Damiano Iulio accusa Forza Italia di usare il tema per raccogliere consenso e chiede più risorse per il personale

A Piacenza scontro sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Damiano Iulio, attivista per i diritti delle persone con diabete, interviene sulle iniziative organizzate da Forza Italia a Piacenza e in provincia sul tema delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Il riferimento è ai gazebo e ai banchetti promossi dal partito per raccogliere firme e distribuire indicazioni ai cittadini.

In una presa di posizione dai toni fortemente critici, Iulio definisce l’iniziativa un’operazione di propaganda. Secondo l’attivista, sarebbe contraddittorio che una forza politica parte della maggioranza di Governo organizzi sul territorio campagne dedicate ai disagi dei pazienti, mentre a livello nazionale contribuirebbe, a suo giudizio, al definanziamento del Fondo sanitario nazionale e al mantenimento del blocco delle assunzioni di medici e infermieri.

Il confronto sul modello sanitario

Nel suo intervento, Iulio contesta anche il modello sanitario associato a Forza Italia e richiama l’esperienza della Lombardia. La critica riguarda in particolare il ricorso all’extra intramoenia e la deregolamentazione della libera professione, indicati come fattori che potrebbero spingere i cittadini a rivolgersi a strutture private a pagamento per ottenere visite ed esami in tempi più brevi.

Quella prospettata dall’attivista è una dinamica nella quale le difficoltà del servizio pubblico finirebbero per favorire il mercato delle cliniche private. Iulio sostiene che le campagne territoriali sulle liste d’attesa rischino di trasformarsi in strumenti di speculazione politica, soprattutto quando mettono a disposizione dei cittadini vademecum e indicazioni sulle modalità per presentare ricorso.

La richiesta di nuove risorse

Per l’attivista, la riduzione dei tempi non può essere affidata soltanto a moduli di protesta o a iniziative di raccolta firme. La soluzione indicata è un intervento del Governo sulle risorse destinate all’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di consentire l’assunzione di personale e garantire tempi certi per visite ed esami.

Nel passaggio conclusivo della sua dichiarazione, Iulio pone l’accento soprattutto sulle persone con patologie croniche, che possono essere maggiormente esposte alle conseguenze dei ritardi nell’accesso alle prestazioni. La salute, sostiene, deve essere considerata un diritto costituzionale e non una merce. Le valutazioni espresse nell’intervento rappresentano la posizione dell’attivista sul confronto politico e organizzativo relativo alle liste d’attesa.