A Piacenza i ciclomotori da 50 centimetri cubici sembrano aver perso il ruolo che avevano conquistato tra gli adolescenti tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Le vendite dei cosiddetti cinquantini sono crollate del 96%, mentre tra i più giovani si sono affermati soprattutto monopattini e biciclette.
Il cambiamento viene descritto come il risultato di una trasformazione generazionale. Per molti ragazzi il motorino non rappresenta più il simbolo di autonomia, appartenenza e status che era in passato. I modelli che un tempo accompagnavano l’ingresso nell’adolescenza, dagli scooter sportivi ai ciclomotori più tradizionali, hanno perso gran parte del loro appeal.
Il tramonto di un simbolo
Nel racconto di quegli anni il cinquantino era molto più di un mezzo di trasporto: consentiva di muoversi senza dipendere dai genitori e contribuiva a definire l’immagine del proprietario nel gruppo dei coetanei. Il motorino, con il rumore del motore e le personalizzazioni, era diventato un elemento riconoscibile della cultura giovanile degli anni Novanta e Duemila.
Oggi quella centralità si è ridotta. La diminuzione delle vendite viene collegata anche alle normative, che hanno modificato il quadro di utilizzo e di sicurezza dei ciclomotori, e alla crescente attenzione verso forme di mobilità considerate meno inquinanti. La cosiddetta deriva green ha contribuito a spostare le preferenze verso soluzioni diverse dal tradizionale scooter a benzina.
L’avanzata della mobilità elettrica
Monopattini e biciclette sono così diventati i mezzi più vicini alle esigenze delle nuove generazioni. La loro diffusione si inserisce in un contesto nel quale la mobilità urbana viene ripensata anche alla luce della sostenibilità ambientale. Il cambiamento non riguarda soltanto le vendite, ma anche il valore simbolico attribuito ai diversi mezzi.
Il crollo dei cinquantini a Piacenza racconta quindi la fine di un modello culturale oltre che commerciale. Quello che per una generazione era un passaggio quasi obbligato verso l’indipendenza oggi appare meno necessario, mentre biciclette e mezzi elettrici occupano lo spazio lasciato libero dal vecchio mito degli scooter.