Adempimenti agricoli

A Piacenza il fotovoltaico cambia regole: scadenza nel 2027

Le somme riconosciute dipendono dall’invio della pratica, mentre l’inosservanza può bloccare gli incentivi e interrompere il collegamento

A Piacenza il fotovoltaico cambia regole: scadenza nel 2027

Entro la primavera del 2027, gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza compresa tra 100 e 999 kW dovranno essere attrezzati per consentire al gestore della rete di ridurre o interrompere da remoto la produzione. L’obbligo, previsto dalle delibere Arera 385/2025 e 564/2025, riguarda sia gli impianti già collegati sia quelli in fase di allacciamento e interessa anche le aziende agricole del territorio piacentino.

A richiamare l’attenzione delle imprese è Confagricoltura Piacenza, che segnala la necessità di verificare per tempo le condizioni tecniche degli impianti. Le disposizioni sono maturate anche dopo il blackout che nella primavera del 2025 ha colpito la Spagna e puntano a rafforzare la gestione della rete elettrica in caso di necessità.

Le modalità dell’adeguamento

L’intervento prevede l’installazione del Controllore Centrale d’Impianto, oppure di un sistema equivalente conforme alla norma CEI 0-16, insieme all’attivazione della funzionalità PF2. Attraverso questa funzione, il distributore può ridurre la potenza immessa in rete mediante la procedura Rigedi, sulla base di un ordine trasmesso da Terna. I costi di installazione e manutenzione restano a carico del produttore.

Le scadenze cambiano in base alla potenza. Gli impianti tra 500 e 999 kW dovranno essere adeguati entro il 28 febbraio 2027, mentre quelli tra 100 e 499 kW, per i quali è prevista una procedura semplificata, avranno tempo fino al 31 marzo 2027. Per le nuove installazioni, il sistema dovrà essere operativo prima dell’entrata in esercizio.

Roberta Bettuzzi, responsabile dell’Ufficio investimenti di Confagricoltura Piacenza, invita i titolari a contattare subito il fornitore o l’installatore per verificare lo stato della dotazione. Secondo quanto riferito dall’associazione, numerosi inverter installati prima del 2013 non sarebbero pilotabili da remoto e potrebbero quindi richiedere la sostituzione, con un aumento dei costi e dei tempi necessari.

Il contributo per gli impianti più piccoli

Per gli impianti tra 100 e 499 kW è previsto un contributo forfettario il cui valore base è di 7.500 euro. L’importo diminuisce in funzione della data di invio della comunicazione di avvenuto adeguamento: resta pieno per le comunicazioni trasmesse entro il 31 dicembre, scende a 6.000 euro tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2027 e a 3.000 euro tra il 1° aprile e il 30 giugno. Dopo quest’ultima scadenza il contributo viene azzerato.

Il distributore dispone di due mesi per effettuare le verifiche, da remoto o, se necessario, attraverso sopralluoghi a campione. In caso di esito positivo, l’erogazione avviene entro il mese successivo. Se vengono rilevate criticità, il produttore deve intervenire e presentare una nuova comunicazione: ai fini del calcolo dell’importo farà fede la data dell’ultima trasmissione.

Alla pratica devono essere allegati il nuovo regolamento di esercizio firmato e la dichiarazione di conformità all’Allegato A.72 e alla norma CEI 0-16. Il documento deve essere redatto da un tecnico abilitato non dipendente del produttore. Il mancato adeguamento può comportare la sospensione, da parte del Gse, degli incentivi collegati all’impianto e anche la disconnessione dalla rete.

Confagricoltura aveva già chiesto ad Arera, nell’ottobre 2025, di rivedere la delibera 385/2025, evidenziando il peso economico degli interventi per le imprese agricole. Il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra, ribadisce che la sicurezza della rete è un obiettivo condiviso, ma chiede che gli oneri non ricadano soprattutto sulle aziende che hanno investito nelle fonti rinnovabili per ridurre i costi e diversificare il reddito.