In piazza

A Piacenza mobilitazione contro guerra e carovita il 30 ottobre

Ritrovo fissato alle ore 8 al Cheope, dopo un incontro con studenti, lavoratori e associazioni.

A Piacenza mobilitazione contro guerra e carovita il 30 ottobre

Una mobilitazione contro guerra e carovita, a sostegno di scuola, sanità e servizi pubblici, è stata annunciata a Piacenza per venerdì 30 ottobre. Il concentramento è previsto alle ore 8 al Cheope. L’iniziativa è stata lanciata al termine di un’assemblea pubblica che ha riunito studenti, lavoratori e lavoratrici.

All’incontro, convocato da Usb, Potere al Popolo!, Collettivo Randagio, Collettivo 26×1, Una voce per Gaza, Laboratorio popolare della cultura e dell’arte, hanno partecipato più di cento persone. Il confronto ha affrontato i temi del conflitto in Palestina, del costo della vita e delle condizioni dei servizi pubblici, raccogliendo contributi provenienti da diversi settori.

Le testimonianze dall’assemblea

Ad aprire i lavori è stato Giovanni Ceraolo, portuale di Livorno e coordinatore nazionale Usb porti. Nel suo intervento ha richiamato i blocchi delle armi organizzati dai portuali e le mobilitazioni per la Palestina avviate lo scorso autunno, sostenendo che anche i lavoratori italiani possano incidere sulle scelte del governo.

Nel corso dell’assemblea è stato ricordato anche il rifiuto, da parte di lavoratori portuali di Livorno, di caricare la nave Sunaid X, indicata come diretta verso Sigonella con equipaggiamento militare. Eyas Awad, dell’Unione Democratica Arabo Palestinese, ha parlato della repressione nei confronti di chi partecipa alle mobilitazioni e dello spazio ritenuto insufficiente riservato alle violenze in Palestina e in Cisgiordania.

All’incontro sono intervenuti inoltre lavoratori in sciopero della Gls di Stradella, esponenti del mondo sanitario contrari all’esistenza dei Cpr e rappresentanti della scuola e dell’università. Le testimonianze hanno collegato le diverse vertenze alla richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici e alla contestazione delle politiche legate alla guerra e al costo della vita.

La giornata del 30 ottobre è stata quindi presentata dagli organizzatori come un momento di mobilitazione cittadina. Tra gli obiettivi indicati figurano la difesa di scuola, sanità e servizi pubblici e la contrarietà alle operazioni militari e a quelle che i promotori definiscono violenze contro il popolo palestinese.