CasaPound ha affisso a Piacenza alcuni manifesti funebri dedicati alla manifattura del territorio, rappresentando simbolicamente la crisi dell’industria locale. L’iniziativa prende spunto dai dati sulla cassa integrazione autorizzata nei primi sei mesi del 2026 in provincia.
I dati sulla cassa integrazione
Secondo i numeri citati dall’organizzazione, nel Piacentino sono state autorizzate oltre 1,5 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 94,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato si discosta dall’andamento registrato su scala più ampia: in Emilia-Romagna le ore autorizzate sarebbero diminuite del 30,2%, mentre in Italia il calo indicato è del 18,7%.
La quota prevalente riguarda il comparto manifatturiero, con oltre 1,2 milioni di ore e una crescita del 104,5%. Particolarmente marcato l’incremento nella metalmeccanica, dove le ore di cassa integrazione hanno raggiunto quasi quota un milione, segnando un aumento del 134,8%.
Il confronto sulle responsabilità
Nel messaggio diffuso insieme ai manifesti, CasaPound definisce serio il quadro che interessa il settore e lo collega al caro energia e all’aumento del costo delle materie prime. L’organizzazione sostiene che la situazione coinvolga soggetti con competenze diverse: Comune, Regione, Stato, Confindustria e organizzazioni sindacali.
Per CasaPound, il sostegno alla manifattura riguarda la tenuta di un comparto considerato centrale per l’economia della provincia di Piacenza. Da qui la richiesta di verificare gli effetti delle politiche adottate, valutando le risorse stanziate, i tempi di attuazione, l’accesso agli strumenti di sostegno e le conseguenze su occupazione e investimenti.
L’organizzazione propone inoltre un confronto pubblico tra forze politiche, istituzioni, rappresentanze imprenditoriali e sindacati. L’obiettivo indicato è chiarire le responsabilità dei diversi livelli decisionali e individuare interventi per sostenere un settore che, secondo CasaPound, ha rappresentato per decenni il motore dell’economia piacentina.