È ancora fermo il futuro dell’immobile di via X Giugno a Piacenza, da tempo in condizioni di abbandono. L’edificio fatiscente è ancora al suo posto e, all’esterno, non si vedono cantieri né interventi imminenti. La situazione è tornata al centro del dibattito in Consiglio comunale, dove sono state sollevate critiche sull’assenza di lavori e sul mancato ripristino del decoro.
A occuparsi dell’immobile è Sviluppo Milano 4, la società che lo ha acquisito all’asta per un prezzo fissato in 580mila euro. Secondo quanto riferito dalla proprietà a Libertà, non sarebbe più previsto il progetto iniziale per la realizzazione di un silos, cioè di un parcheggio multipiano destinato a servire il centro storico. L’ipotesi attuale sarebbe invece quella di costruire appartamenti e box.
Il nodo dei parcheggi
Il cambio di prospettiva non colmerebbe il vuoto lasciato dal parcheggio interrato che avrebbe dovuto sorgere in piazza Cittadella. Proprio la realizzazione di nuovi posti auto era stata indicata dal centrodestra come una delle ragioni per cui il Comune avrebbe dovuto valutare l’acquisizione dell’immobile all’asta. Il tema, dunque, resta legato sia alla riqualificazione dell’area sia alla dotazione di parcheggi a servizio del centro storico.
In aula il consigliere del Gruppo Misto Jonathan Papamarenghi ha contestato la situazione della società proprietaria. A suo dire, l’impresa avrebbe un capitale ridotto, non avrebbe dipendenti e sarebbe stata sanzionata dal Comune per le condizioni dell’immobile, senza però aver ancora pagato la multa. Da qui la richiesta all’amministrazione di intervenire con un’ordinanza urgente per imporre il ripristino delle condizioni di decoro.
Le ordinanze del Comune
L’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini ha spiegato che gli uffici tecnici hanno incontrato la proprietà per verificare le possibili soluzioni e cercare di sbloccare la vicenda. Secondo l’assessore, le ordinanze sono state avviate proprio per obbligare il proprietario a farsi carico della manutenzione e del decoro dell’area. Fantini ha inoltre sottolineato che il Comune non intende applicare trattamenti di favore.
Nel suo intervento, l’assessore ha anche ipotizzato che la proprietà possa aver rivalutato la convenienza dell’operazione. Il prezzo sostenuto per l’acquisto potrebbe infatti non garantire, secondo la valutazione del privato, un equilibrio economico sufficiente per l’intervento inizialmente immaginato. L’amministrazione auspica quindi che la società torni a esaminare le possibilità di sviluppo dell’immobile, mentre per ora restano aperti sia il problema del degrado sia quello della destinazione urbanistica dell’area.