Numeri provinciali

Emilia-Romagna oltre il target dell’80% sui rifiuti

Nel 2025, la quota regionale ha raggiunto l’obiettivo fissato dal piano, mentre il territorio piacentino resta tra quelli con i valori più bassi

Emilia-Romagna oltre il target dell’80% sui rifiuti

L’Emilia-Romagna ha raggiunto nel 2025 l’obiettivo dell’80% di raccolta differenziata previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e per l’economia circolare 2022-2027. Il dato complessivo si è attestato all’80,3%, con una crescita di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La Regione ha diffuso il quadro aggiornato con i risultati suddivisi per provincia e per tipologia di area territoriale.

Il confronto tra le province

A guidare la graduatoria è Modena, con l’85,5% di raccolta differenziata e un incremento dell’1,3%. Seguono Reggio Emilia, all’85,1%, e Forlì-Cesena, all’84,6%. Ravenna ha raggiunto l’82,1%, Parma l’80,5% e Ferrara il 78,4%. Più indietro si collocano Bologna, al 76,8%, Piacenza, al 76,4%, e Rimini, ultima con il 69,8%. Il territorio piacentino ha comunque registrato uno degli aumenti più consistenti, pari a 2,2 punti percentuali sul 2024.

Tra i capoluoghi, il valore più alto è quello di Ferrara, all’88,8%, seguita da Cesena con l’87,5% e Reggio Emilia con l’85,1%. Forlì si è attestata all’82,2%, mentre Parma e Ravenna hanno raggiunto l’81,1%. Modena è al 79,7%, Piacenza al 75,5%, Bologna al 72,5% e Rimini al 67,6%. Nel capoluogo piacentino l’incremento rispetto al 2024 è stato del 3,5%, il più elevato tra i dati riferiti alle città capoluogo riportati dalla Regione.

Nel dettaglio delle frazioni raccolte, l’organico rappresenta il 37,7% del totale. Seguono carta, al 18,6%, legno, all’8,6%, vetro, all’8,3%, plastica, all’8,2%, e rifiuti ingombranti, al 4,5%. Sono 192 i Comuni che hanno superato la soglia dell’80%, pari al 58,2% del totale regionale, mentre 44 amministrazioni hanno raggiunto o oltrepassato il 90%.

Aree territoriali e gestione del servizio

La crescita ha interessato anche le diverse aree omogenee individuate dal piano. In montagna la raccolta differenziata è arrivata al 71,1%, con un aumento di 3,4 punti percentuali. Nelle zone dei capoluoghi e della costa e in quelle di pianura l’incremento è stato invece di circa un punto. Tra i Comuni capoluogo e costieri, 14 su 23 hanno centrato il traguardo del 79%; in pianura lo hanno superato 99 Comuni su 180, a fronte di un obiettivo dell’84%. In montagna, 68 Comuni su 127 hanno raggiunto la soglia del 67%.

La Regione segnala inoltre che al 2025 risultavano completati gli affidamenti in 12 dei 17 bacini gestionali, con contratti di lungo periodo assegnati a operatori qualificati e obiettivi ambientali collegati al piano regionale. Per Rimini, dove il dato resta il più basso, la procedura di affidamento del servizio non era ancora partita: secondo la Regione, questa situazione ha limitato gli investimenti destinati a migliorare ulteriormente le performance.

Il presidente regionale Michele de Pascale e l’assessora all’Ambiente Irene Priolo hanno definito il raggiungimento dell’80% un risultato non soltanto numerico, ma anche ambientale e culturale. Nella loro valutazione, la corretta separazione dei materiali sostiene il passaggio verso un’economia circolare e richiede la collaborazione di cittadini, Comuni e gestori. La Regione richiama infine il precedente Rapporto rifiuti urbani di Ispra, che aveva indicato l’Emilia-Romagna come prima regione italiana per raccolta differenziata.