Dati semestrali

Immobiliare, il Piacentino cresce più del capoluogo

Le rilevazioni indicano 2.290 operazioni complessive e una domanda sostenuta per le locazioni.

Immobiliare, il Piacentino cresce più del capoluogo

Il mercato immobiliare piacentino mostra segnali di stabilità nel primo semestre del 2026, con un lieve incremento dei valori e una dinamica più sostenuta nei comuni della provincia rispetto al capoluogo. I dati sono stati presentati durante il convegno organizzato da Fiaip Piacenza, in programma venerdì 2 ottobre a Palazzo Galli.

Nel complesso, le compravendite hanno raggiunto quasi 2.300 operazioni. A Piacenza città si è passati dalle 892 transazioni del primo semestre dell’anno precedente alle 786 del 2026. Il calo è stato compensato dall’andamento della provincia, dove le operazioni sono aumentate da 1.471 a 1.504.

La prima cintura attira acquirenti

Secondo Marco Ghioni, responsabile dell’Osservatorio immobiliare locale di Fiaip, molte persone scelgono i comuni della prima cintura, tra cui Gossolengo, Podenzano e San Nicolò, anche a causa dei prezzi più elevati registrati in città. Piacenza continua a essere considerata una realtà attrattiva, ma nei prossimi mesi sarà necessario valutare l’effetto dell’aumento dei tassi sui mutui del 10 settembre. Le previsioni indicate durante l’incontro restano comunque orientate verso una chiusura dell’anno su valori stabili.

Un ruolo nella scelta delle abitazioni fuori dal capoluogo è svolto anche dal pendolarismo. Davide Marchettini, del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica, ha spiegato che una parte degli acquirenti guarda a Piacenza come a un polo vicino a Milano e più accessibile rispetto ad altri mercati. Il fenomeno interessa soprattutto la prima cintura e le aree periferiche, dove le giovani famiglie possono ancora trovare condizioni di acquisto favorevoli nonostante il marginale aumento dei prezzi.

Affitti, domanda sostenuta

Il comparto delle locazioni viene descritto come particolarmente vivace. La domanda è alimentata in larga parte dagli oltre 4.000 studenti universitari fuori sede, ai quali si aggiungono le persone che non riescono ad accedere ai finanziamenti bancari per comprare casa. L’offerta non assorbe completamente le richieste e questa difficoltà spinge alcune fasce della popolazione verso l’acquisto.

La tensione abitativa riguarda anche le famiglie straniere e i nuclei con redditi più bassi. Marchettini ha richiamato la legge regionale sulla casa del 2023, pensata per sostenere la fascia di popolazione che si trova appena sopra la soglia di accesso all’edilizia residenziale pubblica, ma incontra comunque difficoltà nel reperire un alloggio in affitto. L’obiettivo è intervenire su questa fascia intermedia, in un contesto di difficoltà diffusa nel Nord Italia.

Alla presentazione dei dati hanno partecipato, tra gli altri, Fabrizio Segalerba, presidente nazionale Fiaip, Carlo Giordano, cofondatore di Immobiliare.it, Giorgio Spaziani Testa, presidente nazionale di Confedilizia, e Paolo Rizzi, direttore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica. Il confronto è stato coordinato da Fabrizio Floriani e Marco Gazzola, rispettivamente presidente ed ex presidente provinciale di Fiaip.