Verde urbano

Legambiente frena sulle soluzioni per Piazza Cittadella

L’associazione chiede più alberi, strada chiusa al traffico e collegamento unitario con Casali

Legambiente frena sulle soluzioni per Piazza Cittadella

Legambiente Piacenza torna a intervenire sul futuro di Piazza Cittadella, contestando l’ipotesi di procedere con una soluzione rapida dopo quattordici anni di discussioni e contenziosi. L’associazione ambientalista ribadisce la propria opposizione al parcheggio interrato e chiede che la riqualificazione dell’area non venga definita soltanto in vista delle prossime elezioni comunali.

Secondo Legambiente, il progetto originario sarebbe nato da una procedura discutibile e sarebbe contrario ai principi della mobilità sostenibile. L’organizzazione ricorda di avere contrastato l’intervento anche in sede giudiziaria, attraverso un ricorso ex articolo 700 contro il taglio degli alberi, e di essersi mobilitata insieme a residenti, associazioni e comitati per difendere il patrimonio verde e impedire nuovi scavi.

L’associazione afferma di avere partecipato al percorso promosso dall’Amministrazione comunale e affidato ad Arcadis, nonostante le perplessità espresse pubblicamente. L’obiettivo dichiarato era contribuire a superare una situazione di stallo che, secondo Legambiente, ha prodotto degrado e un’immagine negativa di un luogo storico della città.

Critiche al percorso di confronto

Per Legambiente, però, la partecipazione non può ridursi a una formalità. Il percorso sarebbe stato troppo breve, mentre il mandato affidato ad Arcadis non avrebbe consentito di elaborare un progetto finale fondato sulle richieste dei cittadini. L’associazione lamenta inoltre il mancato riconoscimento politico delle battaglie condotte negli anni da cittadini, comitati e realtà associative.

La richiesta è di recepire, nella fase dell’appalto per il progetto esecutivo e realizzativo, almeno alcuni dei correttivi già presentati durante gli incontri. Tra le proposte figura la sostituzione della prevista superficie di circa 2.500 metri quadrati in calcestruzzo e cotto, seppure drenante, con una vera area verde. Secondo l’organizzazione, una distesa così ampia rischierebbe di diventare una piastra rovente e di aggravare l’effetto isola di calore.

Alberi, pedonalità e parcheggi esterni

Legambiente chiede inoltre una presenza arborea più consistente rispetto alla trentina di piante prevista, con particolare attenzione all’area destinata allo spazio didattico e al boschetto. Prima di intervenire, propone una verifica del sottosuolo con georadar, per accertare l’eventuale presenza di reperti archeologici valorizzabili nel progetto. L’associazione richiama anche la necessità di rispettare il cono visivo indicato dalla Soprintendenza.

Un altro punto riguarda la chiusura completa al traffico di via Cittadella, almeno nel tratto davanti alla scuola Mazzini e non soltanto durante l’orario delle lezioni. L’obiettivo sarebbe creare una vera area pedonale e uno spazio più sicuro per gli alunni. L’associazione propone poi una progettazione unitaria di Piazza Cittadella e Piazza Casali, con varianti compatibili con le prescrizioni già esistenti e più attenzione a pedoni, biciclette e mobilità sostenibile.

Sul fronte della sosta, Legambiente ritiene necessario collegare la riqualificazione della piazza a un nuovo parcheggio scambiatore esterno al centro. Tra le aree indicate ci sono l’ex Pontieri, le caserme Nino Bixio e Nicolai e, in particolare, l’area degli ex demolitori oltre la ferrovia, lungo via XXI Aprile, all’altezza di Porta Borghetto. Un servizio navetta, secondo la proposta, potrebbe collegare il parcheggio alla piazza in circa cinque minuti.

Le proposte vengono presentate come contributi alla ricerca di una soluzione condivisa, in risposta alle criticità espresse da una parte della cittadinanza. Legambiente chiede ora una scelta politica chiara e ritiene che le richieste avanzate debbano essere valutate per dimostrare che il percorso di confronto non è stato soltanto una formalità.