Sanità territoriale

Ortopedia oncologica, a Piacenza 350 interventi in 12 anni

L’intesa tra Rizzoli e Ausl consente ai residenti di ricevere trattamenti specialistici vicino casa, con invii a Bologna per le situazioni più complesse.

Ortopedia oncologica, a Piacenza 350 interventi in 12 anni

Oltre 1.600 visite ambulatoriali e più di 350 interventi chirurgici sono stati eseguiti nell’arco di dodici anni grazie alla collaborazione tra la Clinica ortopedica e traumatologica III a prevalente indirizzo oncologico dell’Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e l’Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Usl di Piacenza. Il rapporto, avviato nel 2014, consente ai pazienti piacentini di accedere a prestazioni altamente specialistiche senza doversi trasferire sistematicamente nel capoluogo emiliano.

Un’équipe condivisa per i casi complessi

L’attività coinvolge l’équipe bolognese guidata da Giuseppe Bianchi, l’Ortopedia piacentina diretta da Fabrizio Quattrini e l’Anestesia aziendale diretta da Ruggero Massimo Corso. Il lavoro multidisciplinare permette di trattare a Piacenza persone affette da neoplasie muscolo-scheletriche e pazienti sottoposti a complesse revisioni protesiche, integrando competenze chirurgiche, anestesiologiche, diagnostiche e assistenziali.

Tra le prestazioni rientrano la diagnosi e il trattamento dei tumori benigni e maligni delle ossa e dei tessuti molli, oltre alla gestione delle complicanze legate alle protesi. L’obiettivo è garantire sul territorio cure di elevata specializzazione e limitare la mobilità sanitaria. La maggior parte dei pazienti viene presa in carico e trattata a Piacenza, mentre il trasferimento al Rizzoli viene riservato alle situazioni che richiedono competenze multidisciplinari o percorsi propri di un centro di riferimento nazionale.

Competenze e continuità assistenziale

Secondo Giuseppe Bianchi, chirurgo del Rizzoli, la continuità della collaborazione è legata anche all’accoglienza e alla disponibilità degli specialisti dell’Ausl di Piacenza, del personale del comparto operatorio e dei servizi coinvolti. Il modello organizzativo, ha sottolineato, punta a condividere le competenze, ridurre gli spostamenti dei pazienti e concentrare l’attività sulle loro necessità.

Per Fabrizio Quattrini, l’esperienza dei professionisti del Rizzoli consente di offrire a Piacenza un ambulatorio di secondo livello e di affrontare anche a distanza i casi più delicati. La collaborazione rappresenta inoltre un’occasione di formazione per i professionisti più giovani dell’azienda sanitaria.

Il direttore dell’Anestesia aziendale e del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Area Critica, Ruggero Massimo Corso, ha evidenziato il ruolo della valutazione preoperatoria, della gestione del rischio, dell’assistenza intensiva e della continuità della presa in carico. Per i pazienti fragili e per gli interventi più complessi, il percorso inizia prima dell’ingresso in sala operatoria e prosegue nella fase successiva, grazie al coordinamento tra chirurghi, anestesisti, infermieri e servizi diagnostici.