Replica aziendale

Ponzini: «La nostra impresa fuori dalla polemica politica»

Il titolare degli arredi rivendica procedure trasparenti e prende le distanze dal confronto sul locale.

Ponzini: «La nostra impresa fuori dalla polemica politica»

Carlo Ponzini, titolare dell’omonima attività di arredamento, prende le distanze dalla contrapposizione politica esplosa attorno a La Ragazzetta. L’impresa ha curato i nuovi arredi del locale, ma il suo nome è stato richiamato nel confronto avviato dal centrodestra sulla gestione degli spazi e sulle condizioni economiche della concessione.

In particolare, Nicola Domeneghetti di Fratelli d’Italia aveva citato il valore degli arredi, scomputato dal calcolo del canone che il privato deve corrispondere al Comune di Piacenza per l’utilizzo dell’area. Un riferimento che ha spinto Ponzini a intervenire per chiarire il ruolo dell’azienda e contestare l’idea che una normale commessa possa essere trasformata in un elemento di scontro politico.

La posizione dell’impresa

«Riteniamo doveroso fare una sola precisazione, senza voler alimentare una polemica politica», afferma Ponzini. La Carlo Ponzini Srl, spiega, opera da 107 anni nel libero mercato e svolge la propria attività attraverso progettazione, formulazione di offerte, partecipazione a gare e procedure, oltre al confronto con clienti e committenti.

Secondo il titolare, l’assegnazione di una commessa deve dipendere dalle competenze, dalle proposte progettuali e dalle condizioni economiche presentate, non dal colore politico dell’amministrazione in carica. L’azienda, aggiunge, si è confrontata nel tempo con amministrazioni e interlocutori differenti, lavorando sempre attraverso le procedure previste.

Tra gli incarichi citati figura proprio quello per La Ragazzetta, insieme agli arredi dell’ex Chiesa del Carmine. Per Ponzini si tratta di lavori maturati in contesti diversi, ma riconducibili allo stesso rapporto tra impresa e committente: l’azienda propone il proprio lavoro e il cliente valuta qualità, competenze, costi e condizioni economiche.

Il richiamo al lavoro sul territorio

La società considera legittimo discutere il valore economico di un progetto e confrontare i prezzi. Ciò che non ritiene corretto, sottolinea Ponzini, è trasformare un’attività imprenditoriale in un giudizio sulla moralità o sulle intenzioni di chi lavora, facendo della commessa un terreno di contrapposizione politica.

Nel suo intervento, il titolare richiama anche la ricaduta occupazionale delle attività dell’impresa. Ogni lavoro, osserva, coinvolge una filiera composta da dipendenti, collaboratori, tecnici, artigiani, fornitori e professionisti, generando un effetto economico sul territorio. In oltre un secolo, la società sostiene di aver lavorato per migliaia di clienti, attraversando generazioni e stagioni politiche differenti.

La richiesta conclusiva è di essere valutati per i progetti presentati e per il lavoro realizzato, senza trattamenti di favore né appartenenze politiche. Il confronto su costi, qualità e scelte progettuali resta, per Ponzini, legittimo e utile; diverso è coinvolgere l’impresa in una disputa politica. «Dopo 107 anni continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: lavorare, investire, competere e creare lavoro a Piacenza», conclude.