La scuola come luogo di integrazione, non come spazio nel quale innalzare nuove divisioni. È il principio ribadito da Tiziana Albasi, consigliera comunale di Piacenza, e da Andrea Capellini, consigliere di Gragnano, entrambi delegati a scuola e politiche giovanili del Pd provinciale piacentino. In un intervento diffuso il 23 settembre 2026, i due esponenti politici hanno commentato le parole della premier Giorgia Meloni sulle difficoltà legate all’inserimento degli alunni stranieri nelle scuole.
Albasi e Capellini riconoscono che le criticità relative all’inserimento e all’integrazione degli studenti stranieri sono concrete e devono essere affrontate con serietà. La loro posizione è però contraria a risposte basate su slogan o provvedimenti ritenuti semplicistici. Secondo i due rappresentanti del Pd, bambini e ragazzi hanno diritto a frequentare la scuola e a trovare un ambiente capace di accoglierli, accompagnarli nel percorso educativo e favorirne la crescita, nel rispetto dell’articolo 34 della Costituzione, che sancisce l’apertura della scuola a tutti.
Le richieste al Governo
Nel documento viene richiamato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico. La scuola, sostengono Albasi e Capellini, deve rappresentare uno degli strumenti principali di integrazione, contribuendo a costruire legami e coesione sociale. Per questo, aggiungono, non sarebbe sufficiente introdurre nuovi tetti numerici per sostenere insegnanti, famiglie e comunità scolastiche.
La richiesta è quella di interventi strutturali e sistemici, accompagnati da risorse economiche e professionali adeguate. Tra le misure indicate figurano il rafforzamento delle reti di accoglienza per i nuovi arrivati e le loro famiglie, il potenziamento della formazione linguistica per l’apprendimento dell’italiano, anche con attività aggiuntive rispetto all’orario curricolare, e la presenza di un numero adeguato di educatori e mediatori linguistici nelle istituzioni scolastiche.
Il limite del 30 per cento
Nel loro intervento i due esponenti del Pd chiedono inoltre di rendere concretamente applicabili gli strumenti già previsti per favorire una distribuzione equilibrata degli studenti. Il riferimento è anche al limite del 30% stabilito dalle disposizioni ministeriali. Parallelamente, viene posto l’accento sul sovraffollamento delle classi, problema che, affermano, è stato denunciato più volte nei mesi precedenti.
Albasi e Capellini invitano infine a distinguere tra situazioni differenti. Ci sono, osservano, bambini e ragazzi nati e cresciuti in Italia che non hanno ancora la cittadinanza italiana, ma parlano la lingua, frequentano le scuole e partecipano pienamente alla vita delle comunità. Per questi studenti, sostengono, non servono ulteriori barriere, ma condizioni che consentano una partecipazione piena insieme ai coetanei.
La funzione della scuola, nella lettura proposta dal Pd piacentino, non è soltanto formativa, ma anche educativa e sociale. L’integrazione viene descritta come un percorso che comprende lingua, relazioni, confronto, conoscenza reciproca ed esperienze condivise. L’obiettivo indicato è costruire comunità più coese, evitando che il sistema scolastico diventi terreno di populismi o discriminazioni e mantenendolo invece come luogo nel quale si creano opportunità e si impara a vivere insieme.