Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Piacenza, ha reso noto di aver ricevuto una diffida da ConCopAr in relazione alle dichiarazioni da lei rilasciate sull’ex Manifattura Tabacchi. La consigliera ha spiegato di aver già risposto al documento, respingendo le contestazioni formulate dalla società attraverso il presidente Mario Spezia.
La diffida è arrivata, secondo quanto riferito da Soresi, nello stesso momento in cui lei e altri quattro consiglieri comunali sono stati chiamati a rendere conto della propria attività di controllo attraverso una richiesta di accesso agli atti. I due episodi, ha sottolineato la capogruppo, riguardano iniziative diverse, ma si sono verificati nella medesima giornata e coinvolgono entrambi l’attività di verifica svolta dai rappresentanti dell’opposizione.
Il ruolo di controllo del Consiglio
Soresi ha precisato di non avere elementi per sostenere l’esistenza di un collegamento tra la diffida e la richiesta di accesso agli atti. Al tempo stesso, ha definito significativa la coincidenza e ha posto l’attenzione sulle condizioni in cui i consiglieri comunali esercitano il proprio mandato. La consigliera ha rivendicato il diritto di porre domande, chiedere documenti, verificare gli atti amministrativi e criticare, quando necessario, le scelte dell’amministrazione.
Nel suo intervento, la capogruppo di Fratelli d’Italia ha sostenuto che il controllo sull’attività amministrativa costituisce un diritto-dovere connaturato al ruolo degli eletti. Secondo Soresi, questo compito non dovrebbe essere esposto a pressioni o condizionamenti da parte di soggetti esterni all’istituzione, né essere percepito come esercitabile soltanto finché non crea contrasti o disagi.
Le verifiche sulla Manifattura
La consigliera ha quindi annunciato che continuerà a occuparsi dell’ex Manifattura Tabacchi utilizzando gli strumenti previsti dalla legge. Nel mirino resteranno, ha indicato, i tempi dei lavori, le certificazioni, le responsabilità e i rapporti tra il Comune e i soggetti che operano con l’amministrazione. La diffida, ha aggiunto, non cancella il diritto di fare domande, così come una richiesta di accesso agli atti non elimina il dovere di controllo.
Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri comunali di centrodestra. In una nota hanno espresso sgomento per le iniziative rese note negli ultimi giorni, senza entrare nel merito della contestazione rivolta a Soresi. Secondo i rappresentanti della minoranza, si tratta di iniziative presentate dalle società private coinvolte come strumenti per tutelare la propria posizione, ma che avrebbero come effetto un’attenzione inedita sull’attività dei consiglieri di opposizione.
I consiglieri hanno ricordato che gli accessi agli atti rientrano nelle competenze degli eletti e hanno affermato che, negli ultimi anni, le richieste di questo tipo hanno sempre ricevuto riscontro positivo dagli uffici comunali. La minoranza ha infine chiesto di conoscere la posizione del presidente del Consiglio comunale, al quale attribuisce una funzione di garanzia nei confronti dell’intera assemblea.