Cooperazione sanitaria

In Karamoja acqua, cure e protezione per persone e bestiame

Settanta manyatta dell’Uganda hanno riattivato fonti, rafforzato l’assistenza e sostenuto gli allevatori.

In Karamoja acqua, cure e protezione per persone e bestiame

Una sola salute, intrecciata tra persone, animali e ambiente. È l’approccio adottato da ALL IN ONE, il progetto realizzato nei distretti di Moroto e Napak, nel nord-est dell’Uganda, per migliorare le condizioni di vita delle famiglie karimojong. I risultati dell’iniziativa saranno presentati martedì 10 novembre 2026 alle ore 11, nell’aula Y dell’Università Cattolica, Campus di Piacenza.

Il progetto è stato finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato da Africa Mission Cooperation and Development ETS, con la collaborazione di Medici con l’Africa Cuamm e di partner scientifici e locali. L’intervento ha coinvolto 70 manyatta, gli insediamenti delle comunità pastorali karimojong, affrontando insieme accesso all’acqua, prevenzione delle malattie, assistenza sanitaria e tutela del bestiame.

Acqua sicura e prevenzione

Nelle comunità interessate sono stati riabilitati 71 pozzi, consentendo a oltre 10.000 persone di tornare ad avere accesso a fonti d’acqua sicura. A giugno 2026 risultavano inoltre costruite 210 latrine e formati 83 comitati comunitari incaricati della gestione delle risorse idriche. Undici villaggi hanno ottenuto la certificazione Open Defecation Free, che riconosce l’abbandono della defecazione all’aperto.

Le attività di sensibilizzazione hanno riguardato anche l’igiene quotidiana. Secondo le rilevazioni del progetto, la quota di persone consapevoli dei benefici del lavaggio delle mani con acqua e sapone è salita dal 61,4% al 76,58%. L’obiettivo è consolidare comportamenti capaci di ridurre la diffusione delle malattie e rendere le comunità più autonome nella gestione delle fonti.

Servizi sanitari e tutela degli animali

Sul fronte della salute umana, il programma ha sostenuto due ospedali e 16 centri sanitari periferici attraverso formazione, supporto alla diagnostica e rafforzamento della sorveglianza sulle malattie infettive e sull’antibiotico-resistenza. Negli ospedali di Matany e Moroto, i livelli di mortalità intraospedaliera per malattie infettive rilevati dal progetto sono risultati inferiori alla soglia-obiettivo del 20%.

La componente veterinaria ha avuto un ruolo centrale, perché in Karamoja il bestiame rappresenta una fonte di cibo e reddito per molte famiglie. Sono stati formati 25 operatori comunitari di salute animale, mentre le attività formative hanno raggiunto oltre 2.600 persone. Tra gennaio e maggio 2026 sono stati vaccinati 4.945 piccoli ruminanti contro la brucellosi, una malattia trasmissibile all’uomo. Le analisi condotte sono state 15.198 su 8.553 campioni animali, con l’obiettivo di orientare le azioni di prevenzione.

Secondo Carlo Ruspantini, direttore di AMCD ETS, il valore dell’iniziativa sta nella capacità di considerare insieme salute umana, ambiente e animali, riconoscendo la complessità delle condizioni di vita locali. Il progetto ha affrontato anche la dimensione economica: 70 gruppi di risparmio e credito VSLA hanno coinvolto 1.209 persone e 24 manyatta hanno avviato attività produttive legate all’allevamento.

L’incontro di Piacenza sarà dedicato ai risultati raggiunti e alle prospettive successive alla conclusione di ALL IN ONE. Interverranno rappresentanti di Africa Mission, Medici con l’Africa Cuamm, delle Università di Firenze e Perugia e di Insieme si Può, con un confronto sulle possibilità di mantenere nel tempo competenze, servizi e forme di gestione comunitaria.