Welfare regionale

Intesa in Emilia-Romagna per formare nuovi operatori sociosanitari

Cinque milioni stanziati: dal 2027 percorsi gratuiti da mille ore per chi già lavora nell’assistenza

Intesa in Emilia-Romagna per formare nuovi operatori sociosanitari

Ansdipp Emilia-Romagna, l’associazione che rappresenta i manager del settore sociosanitario, valuta positivamente il memorandum siglato lo scorso 24 ottobre dalla Regione, dai gestori privati dei servizi e dalle organizzazioni sindacali Cgil e Cisl. L’accordo punta a rafforzare in modo stabile la presenza di Operatori socio sanitari qualificati nelle strutture e nei servizi rivolti alle persone anziane, non autosufficienti e con disabilità.

Formazione e sostegno economico

Il memorandum prevede uno stanziamento regionale di 5 milioni di euro. A partire dal 2027 saranno attivati percorsi formativi gratuiti destinati ai lavoratori già occupati nei servizi sociosanitari e assistenziali interessati a conseguire la qualifica di Oss.

Il percorso avrà una durata complessiva di 1.000 ore, tra attività didattica e tirocinio, e sarà organizzato secondo il nuovo profilo nazionale. Le modalità dovranno essere compatibili con l’attività lavorativa, anche attraverso lo svolgimento a distanza del 50% della formazione teorica. I gestori si impegneranno inoltre a favorire la conciliazione tra lavoro e studio.

Per chi si iscriverà è previsto un contributo di 1.000 euro, riconosciuto dai gestori a fronte dell’impegno a rimanere in servizio per i 24 mesi successivi al conseguimento della qualifica. L’applicazione delle misure e l’andamento dei corsi saranno seguiti da un tavolo di monitoraggio composto dalle parti coinvolte.

Le richieste dell’associazione

«Chi dirige ogni giorno strutture e servizi conosce bene quanto la carenza di personale qualificato incida sulla qualità dell’assistenza, sulla tenuta delle organizzazioni e sul benessere degli operatori», dichiara Paolo Favari, presidente regionale di Ansdipp Emilia-Romagna. Secondo l’associazione, l’intesa valorizza chi già lavora nei servizi e offre un percorso di crescita professionale con l’obiettivo di favorire la permanenza nel settore.

Ansdipp chiede ora tempi certi per l’avvio dei corsi previsti nel 2027 e una distribuzione equilibrata dell’offerta formativa sul territorio regionale, comprese le aree periferiche e le strutture più piccole. Tra gli aspetti da affrontare c’è anche la sostenibilità organizzativa per i gestori, che dovranno garantire la continuità dei servizi mentre il personale sarà impegnato nella formazione.

Favari ha infine confermato la disponibilità dei manager del sociosanitario a collaborare con istituzioni e parti sociali nel tavolo di monitoraggio. Per rendere la qualifica Oss una leva stabile per la qualità dell’assistenza e per l’occupazione, l’associazione ritiene necessari anche interventi nazionali capaci di aumentare l’attrattività della professione.