Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il 19 ottobre 2026 la sesta revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sulle sostanze tossiche per la riproduzione, la cosiddetta CMRD, ovvero la direttiva 2004/37/CE. L’intervento aggiorna le regole sulla protezione dei lavoratori esposti a sostanze pericolose e amplia l’elenco dei processi sottoposti a specifiche misure di tutela, includendo anche i fumi di saldatura.
Quattro nuovi valori di esposizione
La revisione introduce nuovi valori limite di esposizione professionale, indicati con la sigla OEL, per quattro gruppi di sostanze: cobalto e suoi composti inorganici, idrocarburi policiclici aromatici, 1,4-diossano e isoprene. I limiti definiscono le concentrazioni alle quali i lavoratori possono essere esposti negli ambienti professionali secondo i parametri stabiliti dalla normativa. La loro introduzione punta a rendere più omogenea e rigorosa la gestione dei rischi connessi alle attività industriali e di laboratorio.
Il cobalto può essere presente in lavorazioni legate ai metalli, alle batterie e alle ceramiche. L’inalazione delle sue polveri è associata a problemi respiratori, tra cui fibrosi polmonare, asma professionale, broncopneumopatia cronica ostruttiva e polmonite. Sono inoltre segnalati possibili effetti cardiaci, reazioni allergiche e un rischio cancerogeno per alcuni suoi composti.
Gli idrocarburi policiclici aromatici si formano soprattutto durante la combustione incompleta e la pirolisi di materiali organici. Possono derivare da scarichi dei veicoli, impianti di riscaldamento, incendi, fumo di sigaretta e lavorazioni industriali come quelle del catrame, dell’asfalto e del coke. Molti di questi composti sono considerati tossici, mutageni e cancerogeni e possono entrare nell’organismo attraverso l’inalazione, l’ingestione o il contatto con la pelle.
Prevenzione e recepimento nazionale
Il 1,4-diossano è impiegato come solvente in diversi ambiti industriali e di laboratorio, anche per resine, vernici, adesivi, oli e cere. I suoi vapori possono irritare occhi e vie respiratorie, mentre esposizioni prolungate o intense possono danneggiare fegato e reni. L’isoprene, classificato come cancerogeno di categoria 1B, viene utilizzato nella produzione di polimeri e come intermedio nella sintesi di sostanze chimiche. I rischi riguardano soprattutto i lavoratori della produzione chimica, della plastica e della gomma.
L’aggiornamento europeo mira ad adeguare il quadro normativo alle conoscenze scientifiche e a rafforzare la prevenzione delle malattie professionali, comprese quelle che possono manifestarsi dopo esposizioni prolungate. La presenza di un limite di esposizione non costituisce una garanzia di assenza assoluta di rischio: restano necessarie la valutazione dei pericoli, l’adozione di misure preventive e l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione.
La direttiva entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Da quel momento, gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove disposizioni nelle rispettive legislazioni nazionali. Saranno quindi i provvedimenti di recepimento a definire le modalità concrete di applicazione delle regole nei diversi contesti lavorativi.