Ernesto Colombani, poeta dialettale piacentino, ha dedicato un nuovo componimento umoristico a una vicenda legata alle scelte alimentari nelle mense scolastiche. Al centro dei versi c’è l’eliminazione dei salumi dal menù, tema che l’autore affronta utilizzando il dialetto piacentino e un registro volutamente satirico.
La riflessione in dialetto
Nel testo, intitolato Csé, n’ätra nossa tradiziòn, noi trum dein in dal tullòn, Colombani mette in scena la voce di una parte della comunità piacentina che considera la presenza di coppa e salame una consuetudine legata alla tradizione locale. La scomparsa dei salumi dal menù viene così trasformata in un pretesto per riflettere, con ironia, sulle conseguenze attribuite alle politiche di integrazione.
Il componimento utilizza il paradosso per rappresentare il rapporto tra abitudini alimentari, identità e inclusione. La scelta di rinunciare a determinati alimenti viene descritta dal punto di vista del protagonista dei versi come una forma di sottomissione, mentre il riferimento al pasto dedicato agli immigrati riprende, in chiave caricaturale, le argomentazioni attribuite ai rappresentanti politici citati nel testo.
Una provocazione affidata all’umorismo
La poesia non presenta una ricostruzione dettagliata della vicenda né indica le singole scuole o l’amministrazione coinvolta. Il testo si concentra invece sulla reazione umoristica dell’autore al dibattito pubblico, usando il dialetto come strumento per accentuare il contrasto tra la tradizione piacentina e le richieste di una società descritta come più attenta alle diverse sensibilità culturali e religiose.
Nella parte conclusiva, Colombani porta volutamente all’estremo il ragionamento sviluppato nei versi, evocando ulteriori richieste legate all’integrazione e richiamando anche il tema del burqa. È un passaggio costruito sul paradosso e sulla provocazione, coerente con il tono satirico dell’intero componimento, ma non accompagnato da ulteriori elementi informativi sulla vicenda delle mense.
Colombani, che già in altre occasioni ha inviato alla redazione testi in dialetto piacentino dedicati a fatti di attualità, sceglie quindi la forma poetica per commentare una discussione sull’organizzazione dei pasti scolastici. Il risultato è una lettura ironica e volutamente polemica del rapporto tra tradizioni locali e integrazione, affidata a espressioni dialettali e immagini paradossali.