Polemica salumi

Tarasconi: i menù scolastici di Piacenza non li decide il Comune

La prima cittadina respinge l’accusa di islamizzazione: criteri affidati a dietisti, medici e commissioni con genitori.

Tarasconi: i menù scolastici di Piacenza non li decide il Comune

Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza, interviene sulle polemiche nate attorno alla composizione dei menù delle mense scolastiche. Al centro del confronto c’è la decisione di eliminare, dal 20 ottobre, i salumi dal menù adottato nelle scuole dell’intera provincia piacentina. La scelta ha alimentato critiche soprattutto in città, con Fratelli d’Italia, Lega e Futuro Nazionale che hanno contestato l’esclusione della carne di maiale, collegandola anche a una presunta islamizzazione dell’alimentazione scolastica.

Tarasconi ha replicato sui social mostrando un panino con la coppa piacentina, prodotto che ha definito parte della propria vita e della tradizione del territorio. In un video ha chiarito di non avere competenza nella definizione dei pasti: il menù, ha spiegato, è provinciale e viene applicato anche in altri Comuni, tra cui Castel San Giovanni, amministrato da una giunta guidata dalla Lega. Secondo la sindaca, dunque, non si tratta di una scelta del Comune di Piacenza né di un indirizzo politico riconducibile alla sua amministrazione.

Le motivazioni tecniche

In una nota diffusa successivamente dal suo staff, la prima cittadina ha ribadito che i menù vengono elaborati dai dietisti e dai medici dell’Ausl, sulla base dei criteri nutrizionali e delle linee guida vigenti. Nel percorso vengono coinvolti anche insegnanti, genitori, rappresentanti comunali e professionisti dell’Azienda sanitaria attraverso le Commissioni mensa. Le valutazioni tengono conto inoltre del gradimento degli alunni e delle indicazioni raccolte nelle scuole.

Per quanto riguarda la coppa, la nota riferisce che sarebbero state segnalate difficoltà nella somministrazione ai bambini più piccoli e un possibile rischio di soffocamento. La lonza, invece, sarebbe stata poco apprezzata e spesso lasciata nei piatti, mentre il prosciutto cotto resterebbe inserito nella normale rotazione degli alimenti prevista dai menù. La sindaca ha sottolineato che si tratta di valutazioni affidate a chi si occupa professionalmente di nutrizione e ristorazione scolastica, non alla politica.

Diete religiose e confronto politico

Tarasconi ha ricordato che il sistema delle mense prevede già la possibilità per le famiglie di richiedere menù etico-religiosi, con l’esclusione della carne di maiale e degli affettati. Per questo, secondo l’amministrazione, non sarebbe necessario modificare il pasto destinato a tutti gli alunni per rispondere alle esigenze di chi non consuma carne suina per motivi religiosi. La sindaca ha quindi respinto l’idea che la scelta sia legata alla religione e ha accusato gli oppositori di aver trasformato una valutazione tecnica in una battaglia identitaria.

Nella sua presa di posizione, Tarasconi ha infine difeso il valore della Coppa Piacentina e degli altri prodotti tipici locali. Ha citato le iniziative di promozione della specialità, dal Premio Coppa d’Oro al progetto del Panino 1714 con Coppa Piacentina realizzato da Autogrill. La sindaca ha distinto la valorizzazione delle produzioni del territorio dalla definizione dei pasti scolastici, chiedendo di tenere l’alimentazione dei bambini fuori dalla propaganda politica.