Mobilitazione sociale

Sciopero nazionale il 20 novembre: corteo della Cgil a Piacenza

L’iniziativa partirà alle 9 dalla Camera del Lavoro, con percorso fino a piazza Cavalli.

Sciopero nazionale il 20 novembre: corteo della Cgil a Piacenza

La CGIL di Piacenza aderisce allo sciopero generale nazionale del 20 novembre, convocato anche dalle associazioni della Via Maestra per la Costituzione. L’organizzazione sindacale invita a partecipare lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, studentesse, studenti e cittadini. Il concentramento è previsto alle 9 davanti alla Camera del Lavoro, da dove partirà un corteo diretto verso piazza Cavalli.

Salari e pensioni al centro

La mobilitazione nasce dal peso crescente del carovita sui bilanci familiari. Spesa, bollette, affitti, visite mediche e costi per l’istruzione assorbono una quota sempre maggiore delle risorse disponibili, mentre stipendi e assegni pensionistici non recuperano integralmente la perdita di potere d’acquisto. Nelle assemblee preparatorie vengono affrontati anche i temi dei rinnovi contrattuali, della sicurezza sul lavoro, del contrasto alla precarietà e della difesa dei servizi pubblici.

«Il potere d’acquisto perduto si misura nelle rinunce quotidiane», sostiene Ivo Bussacchini, segretario generale della CGIL di Piacenza. Secondo il dirigente, il rallentamento dell’inflazione non è sufficiente a restituire quanto perso, perché i prezzi restano elevati e il reddito continua a non bastare. Per il sindacato, difendere il lavoro significa garantire retribuzioni adeguate, maggiore stabilità, diritti e sicurezza, evitando che il costo dei servizi essenziali ricada sempre più sulle famiglie.

Tra i punti della protesta c’è anche la condizione dei pensionati. La CGIL contesta la stretta sulla perequazione prevista dalla manovra, sostenendo che potrebbe determinare una minore spesa pensionistica pari a 14,2 miliardi di euro lordi in dieci anni. «Ridurre la perequazione significa lasciare che il valore delle pensioni si consumi nel tempo», afferma Bussacchini, sottolineando le difficoltà di chi deve affrontare spese crescenti e, in molti casi, sostenere anche figli e nipoti.

Il confronto con gli studenti

La segreteria confederale della CGIL di Piacenza collega le richieste di giustizia sociale al no al riarmo. Il sindacato chiede di destinare risorse a salari, pensioni, sanità, scuola, servizi pubblici e tutela dell’ambiente, sostenendo che la sicurezza delle persone passi anche da lavoro dignitoso, cure accessibili e politiche di pace.

In vista dello sciopero sarà inoltre organizzata un’assemblea aperta alle studentesse e agli studenti. Data, luogo e modalità dell’incontro saranno comunicati successivamente. L’obiettivo dichiarato è discutere le ragioni della protesta, raccogliere proposte e favorire la partecipazione alla manifestazione del 20 novembre. La CGIL afferma di voler sostenere le rivendicazioni della Generazione Z su pace, giustizia climatica e sociale, qualità dell’istruzione pubblica e contrasto alla precarietà.

La mobilitazione, conclude il sindacato, dovrebbe unire generazioni e categorie sociali attorno alla richiesta di condizioni di vita dignitose, alla difesa dei diritti e alla costruzione di un futuro più stabile per i giovani. L’appello è rivolto ai lavoratori, invitati a scioperare, e all’intera cittadinanza, chiamata a partecipare al corteo in programma a Piacenza.